Tratto da EIUS
In tema di edilizia: 1) il termine per proporre ricorso avverso un titolo abilitativo decorre dall’inizio dei lavori, qualora si contesti l’an dell’edificazione, in quanto già da quel momento si configura la piena conoscenza della realizzazione dell’opera, oppure dalla data di completamento dei lavori, o comunque da quando si rende palese l’esatta dimensione, consistenza e finalità del manufatto, qualora se ne contesti il quomodo dell’edificazione; 2) allorché l’attività edilizia in atto appaia illegittima, il soggetto interessato, e in particolare il vicino, ha l’onere di attivarsi prontamente con l’istituto dell’accesso agli atti; il tardivo utilizzo di tale strumento è inidoneo a procrastinare il dies a quo di decorrenza del termine d’impugnativa, poiché ciò si porrebbe in contrasto con le esigenze di stabilità dei rapporti giuridici e di tutela dell’affidamento dei soggetti titolari del titolo edilizio (fattispecie riguardante una infrastruttura di comunicazione elettronica). ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: CdS, sez. II, sentt. nn. 5864 e 5170/2020; sez. IV, sentt. nn. 1883/2026, 7053/2024, 2092/2024 e 4502/2021; sez. VI, sent. n. 9500/2022; TAR Campania, sez. VI, sent. n. 4873/2020.

