Tratto da EIUS

In tema di cittadinanza, la trascrizione nei registri dello stato civile italiano del matrimonio celebrato all’estero ha natura meramente ricognitiva e certificativa e assolve a una funzione di pubblicità dichiarativa, non costitutiva, del vincolo matrimoniale, con la conseguenza che: a) la sua omissione non incide sulla validità o sull’efficacia sostanziale del matrimonio, né sull’esistenza del requisito previsto dall’art. 5 della l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»), per l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio; b) qualora il matrimonio sia validamente esistente al momento della presentazione dell’istanza, la sua trascrizione effettuata nel corso del procedimento amministrativo e prima della decisione sana l’irregolarità formale dell’istanza stessa, rendendo opponibile all’Amministrazione una situazione giuridica preesistente.

TAR Lombardia, Brescia, sezione I, 21 settembre 2026, n. 1242

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