Dalle direzioni provinciali delle Entrate le raccomandazioni per la linea dei controlli. Responsabilità per utilizzo improprio, omessa vigilanza e danno all’immagine
Responsabilità a tutto campo sui funzionari delle Entrate e i titolari di incarico per l’uso improprio dell’Intelligenza artificiale generativa.
I funzionari che utilizzano l’IA nella produzione di atti amministrativi si renderanno responsabili di un grave illecito disciplinare, in quanto violano la legge, il contratto e la prassi interna. E risponderanno anche del danno di immagine subìto dall’Agenzia.
I titolari di incarico che revisionano gli atti, apponendo il visto, risponderanno per omesso controllo e, in caso di firma, delle relative conseguenze pregiudizievoli per l’Agenzia. Mentre i titolari di incarico che non ricevono l’atto per la firma, in quanto delegato, si renderanno responsabili per non aver vigilato sul buon andamento e sulla regolarità dell’azione amministrativa, impartendo ai colleghi le opportune raccomandazioni.
L’Agenzia delle Entrate rafforza gli anticorpi per ridurre all’origine i rischi di uso improprio dell’intelligenza artificiale negli atti fiscali. Sul territorio le direzioni provinciali si stanno organizzando con linee guida interne (che ItaliaOggi ha avuto modo di visionare) che contengono
indicazioni molto restrittive e specifiche sulla linea dei controlli da porre in essere sugli atti che i titolari di incarico sono delegati a firmare e su quelli portati alla loro revisione per i successivi passaggi di condivisione e firma.
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