C’è un motivo in più per dedicare particolare attenzione alla costituzione del Fondo risorse decentrate 2026. L’ipotesi di nuovo CCNL prevede infatti che, per il 2027, si parta dalla componente stabile del Fondo 2026. Diventa quindi ancora più importante verificare oggi che quella base sia costruita correttamente.
La parte stabile 2026 non è un semplice “copia e incolla” del 2025. Il CCNL del 23 febbraio 2026 ha confermato la logica secondo cui le risorse stabili si consolidano negli anni successivi, ma proprio nel 2026 sono intervenute diverse operazioni che possono modificarne l’importo.
Prima di chiudere il Fondo STABILE 2026 vale quindi la pena fare almeno queste verifiche:
- aggiornare RIA e assegni ad personam del personale cessato nel 2025;
- considerare eventuali riassorbimenti e le variazioni derivanti da trasferimenti di personale o di funzioni;
- verificare eventuali riduzioni stabili del fondo dello straordinario trasferite al Fondo;
- verificare l’eventuale adeguamento collegato all’incremento stabile del personale ai sensi dell’art. 33 del d.l. 34/2019;
- inserire l’incremento stabile obbligatorio dello 0,14% del monte salari 2021 previsto dal CCNL 23 febbraio 2026;
- verificare le somme eventualmente inserite ai sensi dell’art. 14, comma 1-bis, del d.l. 25/2025, ricordando che tali incrementi possono aumentare nel tempo ma non essere successivamente ridotti;
- effettuare correttamente la decurtazione conseguente al conglobamento di parte dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare, decorrente dal 1° gennaio 2026 e destinata a rimanere stabile negli anni successivi;
- valutare anche gli effetti dell’orientamento ARAN ID 37607 sul ricalcolo dei differenziali stipendiali “storici” e sul correlato incremento in entrata della parte stabile del Fondo. Sul punto abbiamo già espresso alcune perplessità, sia sulla fondatezza dell’impostazione sia su diversi profili applicativi ancora non chiariti dall’Agenzia.
La distinzione con la parte variabile resta fondamentale: le risorse variabili del 2026 seguono infatti le proprie regole annuali e non costituiscono automaticamente la base dell’anno successivo.
Insomma, il Fondo 2026 non riguarda più soltanto il 2026. Se la parte stabile diventerà il punto di partenza della nuova disciplina dal 2027, questo è probabilmente il momento giusto per fare una ricognizione accurata e sistemare eventuali errori o stratificazioni del passato.

