tratto da leautonomie.it

di Luigi Oliveri

Nella sostanza, l’ordinanza della Consulta 25/2026 conclama l’0vvio e, cioè, che le norme su differimento e rateizzazione del Tfr contrastano con l’articolo 36 della Costituzione, cioè, detto in altri e più chiari termini, sono incostituzionali,

Tuttavia, nonostante l’ordinanza affermi in modo inequivocabile l’incostituzionalità del sistema col quale il bilancio dello Stato fa cassa con il salario differito dei dipendenti, non si spinge fino alla dichiarazione formale di tale incostituzionalità e rinvia ancora, al 2027, dopo che il primo “monito” sul tema fu pronunciato nel 2019, la pronuncia definitiva. Sperando che nel frattempo il Parlamento provveda.

Si assiste, dunque, al primo caso nel quale la Consulta afferma l’incostituzionalità di una norma, senza dichiararla incostituzionale.

Nemmeno Pirandello, Kafka o qualsiasi altro Autore del ‘900 introspettivo e dell’assurdo sarebbero riusciti a giungere a tanto.

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