Il Piano anticorruzione oltre ad essere una sottosezione del Piano Integrato di Attività ed Organizzazione (PIAO), deve essere strettamente coordinato con le scelte contenute nelle altre parti di tale documento e deve essere finalizzato a sostenere le scelte per la creazione di Valore Pubblico. Tale coordinamento è in particolare necessario per le iniziative di monitoraggio dei processi e dei procedimenti, per la definizione della struttura organizzativa, per la individuazione degli obiettivi, nonché per garantire il rispetto dei vincoli dettati in materia di trasparenza.
Utili indicazioni operative sono contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2025 approvato con la deliberazione ANAC n. 19 del 28 gennaio 2026. Si deve evidenziare che queste indicazioni possono essere considerate come sufficientemente coordinate con quelle fornite dalle Linee Guida del Dipartimento della Funzione Pubblica sulla adozione del Piano Integrato di Attività e di Organizzazione (PIAO).
Viene postulata la centralità delle iniziative che gli enti devono assumere sul versante della prevenzione della corruzione: l’esperienza concreta ci dice che tale presupposto non sempre viene assunto dalle amministrazioni, con particolare riferimento alle iniziative per dare concreta attuazione ai vincoli dettati dalla normativa, vincoli che in particolare per le PA di più ridotte dimensioni determinano in numerosi casi oneri finanziari e, soprattutto, organizzativi che non sono sempre sostenibili.
Leggiamo nel PNA che “le carenze hanno interessato nella maggior parte dei casi i Piani degli enti locali di piccole dimensioni e con un numero esiguo di dipendenti, le cui difficoltà -ben note all’ANAC- sono oggetto di costante attenzione per l’individuazione di soluzioni adeguate al loro superamento”, a partire dalla “frequente mancanza di un Segretario titolare”, il che impedisce – quanto meno di fatto- di individuare il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza.
Non si può mancare di evidenziare che, anche se in misura minore rispetto ai precedenti analoghi documenti, l’attenzione e le iniziative concrete previste per i piccoli enti continuano ad essere molto limitate e parziali, dovendo essere individuate come inadeguate.
LA CONDIZIONE ATTUALE
La fotografia della condizione attuale viene tracciata sulla base dell’analisi dei piani anticorruzione che sono stati adottati dalle singole amministrazioni. Si manifestano, ci dice l’ANAC, soprattutto le seguenti 4 condizioni di criticità: “l’assenza di un’adeguata programmazione delle misure generali, spesso rispetto alla misura della rotazione ordinaria del personale o agli strumenti alternativi, nonché alla misura della rotazione straordinaria”; le marcate carenze che si realizzano nelle scelte compiute dagli enti con riferimento alle aree relative alla “Acquisizione e Gestione del Personale”, ai “Concorsi e prove selettive” ed ai “Contratti pubblici”; la mancata effettuazione di una attenta verifica sugli “esiti del monitoraggio” delle attività svolte; la “mera ripetizione delle indicazioni delle precedenti annualità ovvero una standardizzazione dei contenuti avulse dalla singola realtà amministrativa”.
Con riferimento alla gestione della sezione amministrazione trasparente (AT) del sito internet dell’ente ci vengono segnalate che sono presenti in modo diffuso le seguenti lacune: mancata accessibilità alle informazioni nella sezione AT dei siti istituzionali; pubblicazione nella sezione AT non conforme alla normativa e/o alle delibere ANAC; mancata riconoscibilità della sezione AT; disomogeneità nelle modalità di pubblicazione dei contenuti della sezione AT; mancata indicizzazione delle informazioni nella sezione AT; sezione AT sul sito del fornitore con identità visiva diversa da quella dell’amministrazione; mancata/difficile accessibilità alla sezione AT dai dispositivi mobili.
LE PRINCIPALI INDICAZIONI
La prima indicazione contenuta nel PNA è che si dia corso in tutto il PIAO “tenuto conto dell’esigenza di semplificazione e al fine di evitare una moltiplicazione delle mappature dei processi .. ad una mappatura unica ed integrata” dei processi e dei procedimenti amministrativi. Tale coordinamento è richiesto soprattutto nelle seguenti sottosezioni: rischi corruttivi e trasparenza, in primo luogo per quelli ad elevato rischio di corruzione e per la implementazione delle informazioni da pubblicare; struttura organizzativa; piano del fabbisogno; lavoro agile; performance, ivi compresa quella organizzativa.
Nell’ambito della sottolineatura della importanza del rispetto dei vincoli dettati in materia di trasparenza, ci viene detto che “è opportuno che l’Amministrazione/Ente definisca, in relazione alla periodicità dell’aggiornamento fissato dalle norme, i termini entro i quali prevedere l’effettiva pubblicazione di ciascun dato, nonché le modalità stabilite per la vigilanza ed il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi e appositi indicatori per verificare il raggiungimento degli obiettivi di Valore Pubblico.

