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02/04/2021 - Agdp e allieviSna, «no» a un aumento dei dirigenti senza concorso

Su NTPlus l’articolo integrale di Daniela Casciola

Contrari all'ipotesi di aumentare la percentuale di esterni che possono essere nominati dirigenti pubblici senza concorso,circolata in questi giorni.

Lo sono l'Associazione AllieviSna e l'Associazione Classi Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni (Agdp), commentando le notizie su un possibile intervento del Governo all'interno di un provvedimento d'urgenza allo studio sull'emergenza sanitaria, che «incrementerebbe fino al doppio le quote di dirigenti pubblici che possono essere nominati con incarico fiducrio dai vertici politici, senza alcun criterio».

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In attesa di concorsi seri, semplificazione delle norme e reale meritocrazia, aggiungono le due associazioni, è possibile immettere velocemente nelle amministrazioni nuovi e qualificati dirigenti dando avvio a un massiccio reclutamento tramite il corso-concorso gestito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione.

QUI IL COMUNICATO 

SÌ A CONCORSI, SEMPLIFICAZIONE E MERITOCRAZIA NELLA PA, NO ALL’AUMENTO DEI DIRIGENTI SENZA CONCORSO
Circola in questi giorni l’ipotesi di aumentare la percentuale di esterni che possono essere nominati dirigenti pubblici senza concorso. L’intervento sarebbe profondamente sbagliato e andrebbe nella direzione opposta al riconoscimento del merito nella Pubblica Amministrazione e alla garanzia di un ruolo di imparzialità della funzione pubblica.
Lo evidenziano l’Associazione AllieviSNA e l’Associazione Classi Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni (AGDP), commentando le notizie su un possibile intervento del Governo all’interno di un provvedimento d’urgenza allo studio sull’emergenza sanitaria, che incrementerebbe fino al doppio le quote di dirigenti pubblici che possono essere nominati con incarico fiduciario dai vertici politici, senza alcun criterio.
Si tratta dell’ennesimo tentativo di nominare dirigenti “fiduciari”, senza spesso una reale verifica delle competenze effettive.
L’esperienza di più di venti anni di applicazione dell’attuale disposizione – l’articolo 19, comma 6, del testo unico sul lavoro pubblico – dovrebbe oramai aver reso chiaro a tutti che solo in rari casi queste nomine hanno prodotto effetti positivi, più spesso causando problematiche di inefficienza e gestione non trasparente delle risorse pubbliche.
La PA italiana deve tornare ad essere efficiente, specialmente in un momento come quello attuale di gravissima crisi economico-sociale del Paese e nel quale bisognerà impiegare al meglio le ingenti risorse del Next Generation EU, ma per fare questo servono altri strumenti. Occorre fare con massima trasparenza, ma anche velocemente, concorsi per funzionari e dirigenti; semplificare il ginepraio di norme che complicano notevolmente l’azione amministrativa; incentivare il personale che si applica e produce – e ce ne sono nella PA! – con giuste differenziazioni economiche e di carriera. Intanto è possibile immettere velocemente nelle amministrazioni nuovi e qualificati dirigenti dando avvio a un massiccio reclutamento tramite il corso-concorso gestito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Inoltre, invece di aumentare le percentuali di dirigenti assunti senza concorso, è possibile incrementare le percentuali dell’articolo 19, comma 5-bis del testo unico, ossia liberalizzare il “mercato” dei dirigenti pubblici tramite una modifica che incentivi la possibilità di attribuire incarichi a dirigenti dipendenti di altre amministrazioni, in questo caso sì senza problemi di tenuta costituzionale e meritocrazia, trattandosi di dirigenti comunque assunti con concorso pubblico.
Servono concorsi seri, semplificazione delle norme e reale meritocrazia!

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