Tratto da: ANAC
Predisposte clausole sociali da inserire negli atti di gara, così da favorire attraverso il lavoro la rieducazione e il reinserimento sociale
29 luglio 2026
Promuovere l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, allo scopo di consentire loro di ricollocarsi all’interno della società civile. È questo l’obiettivo del Comunicato congiunto Anac-Cnel approvato oggi che prevede le clausole sociali da inserire negli atti di gara, così da favorire attraverso il lavoro la rieducazione e il reinserimento sociale.
“Abbiamo voluto mostrare concretamente come gli appalti non servano solo a costruire opere o a offrire servizi, ma anche a creare inclusione, aumentare il benessere collettivo e accrescere la sicurezza”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busìa. “Introducendo negli atti di gara clausole che favoriscono l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti – ha spiegato Busìa – consentiamo alle imprese di trovare la manodopera di cui hanno bisogno e insieme offriamo a detenuti ed ex detenuti possibilità di acquisire nuove competenze, mettendole al servizio della collettività. Si creano in tal modo i presupposti per un loro reinserimento pieno nella società, secondo quanto puntualmente prescrive la nostra Costituzione. È un vantaggio per tutti, per i diretti interessati, le imprese e la società intera, che si rafforza e diventa più coesa e sicura, valorizzando risorse altrimenti inutilizzate. Il tasso di recidiva dei detenuti, cioè la probabilità che commettano nuovi reati – ha aggiunto Busìa – crolla fino al 2% per i detenuti che lavorano, mentre sale fino al 70% per chi non ha tali opportunità. Per questo è doppiamente importante l’inserimento dei detenuti negli appalti. Sia per il suo valore economico e sociale, di rieducazione e di reinserimento, sia perché rafforza la sicurezza nel Paese, evitando che i detenuti possano delinquere nuovamente”.
“Con questa iniziativa congiunta trova ulteriore conferma l’impegno concreto del Cnel volto all’inserimento socio-lavorativo dei detenuti, un impegno che stiamo portando avanti sin dall’inizio dell’attuale Consiliatura nel quadro del programma Recidiva Zero: studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, ha affermato il Presidente del Cnel Renato Brunetta. “Sarà ora necessaria un’azione mirata di informazione rivolta agli operatori economici per far conoscere le opportunità previste e per favorire l’utilizzo delle clausole contrattuali indirizzate a garantire l’inclusione delle persone sottoposte a una pena detentiva. In quest’ottica, il Cnel potrà svolgere un’importante opera di sensibilizzazione attraverso l’organizzazione di iniziative seminariali, eventi e convegni dedicati. Compiamo così un nuovo passo in avanti – ha aggiunto Brunetta –nell’attuazione dell’accordo interistituzionale con l’Anac, che ricomprende anche una rilevante attività indirizzata a supportare le stazioni appaltanti nell’individuazione dei contratti collettivi correttamente applicabili”.
Grazie a recenti direttive europee e al nuovo Codice degli appalti, è cresciuta la consapevolezza della dimensione sociale che l’appalto può rivestire, valorizzando contratti pubblici strategici, capaci di generare utilità non solo di natura economica, ma anche ambientale e sociale. Attraverso il progetto “Recidiva Zero”, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro si è fatto promotore di una serie di iniziative, legislative ed istituzionali, aventi l’obiettivo di investire nella formazione e nell’inclusione lavorativa dei detenuti ed ex detenuti.
Nell’ambito di tale progetto, Anac e Cnel hanno sottoscritto un accordo per la predisposizione di atti tipo e provvedimenti a carattere generale rivolti alle stazioni appaltanti per favorire l’utilizzo di clausole contrattuali volte a garantire l’inclusione lavorativa a favore dei soggetti che stanno scontando una pena detentiva all’interno di una struttura carceraria o all’esterno. L’intento è quello di prevedere nelle procedure di gara, una riserva di partecipazione o di esecuzione nei confronti di operatori economici e cooperative sociali (e loro consorzi) il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone svantaggiate e, quindi, anche di detenuti ed ex detenuti.
Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono riservare l’esecuzione ai medesimi operatori economici, nel contesto di programmi di lavoro protetti che prevedano l’impiego, per lo svolgimento delle relative prestazioni, di almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Nel caso di ricorso ai contratti riservati, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono inserire nei bandi di gara o negli avvisi apposite clausole che esplicitamente contengano detta riserva di partecipazione o di esecuzione. Le clausole sociali volte all’inserimento lavorativo dei detenuti ed ex detenuti possano essere previste come requisiti necessari dell’offerta. La stazione appaltante o l’ente concedente potrà decidere di attribuire un punteggio all’offerta tecnica di un determinato operatore economico in misura proporzionale al numero di detenuti/ex detenuti che impiegherà nell’esecuzione dell’appalto.

