30/04/2020 – Il virus abbatte la tassa rifiuti 

Il virus abbatte la tassa rifiuti 
di SERGIO TROVATO
Italia Oggi – 29 Aprile 2020
 
I comuni possono concedere riduzioni della Tari in seguito all’ emergenza pandemica che ha comportato anche una minore produzione di rifiuti da parte delle attività commerciali, e più in generale delle utenze non domestiche, ancorché queste agevolazioni non siano previste espressamente dalla legge e gli enti non abbiano sostenuto dei costi decisamente minori per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, sia sotto forma di tassa sia di tariffa corrispettiva. Lo ha chiarito l’ Ifel con una nota del 24 aprile scorso. L’ Ifel con la nota sopra citata ha dato delle indicazioni ai comuni in ordine al potere di concedere agevolazioni Tari a causa della pandemia. Si tratta di benefici atipici per le utenze non domestiche, che hanno dovuto sospendere le attività o le hanno esercitate in forma ridotta a causa dell’ emergenza determinata dalla pandemia Covid-19. Le agevolazioni potrebbero essere ascritte a una categoria di tipo «misto».
Per l’ Istituto di finanza locale dell’ Anci, infatti, «non è possibile inquadrarle tra le riduzioni tipiche, in quanto – se è incontestabile una minor produzione di rifiuti da parte di tali categorie – è altrettanto vero che si tratta di una minor produzione di rifiuti che influisce in misura limitata sull’ ammontare complessivo dei costi, ivi compresi quelli variabili». Del resto, «il servizio resta comunque erogato sull’ intero territorio comunale per tutta la durata delle chiusure obbligatorie». Le riduzioni tariffarie possono essere finanziate con entrate proprie del bilancio comunale, con deliberazione da adottare entro il prossimo 30 giugno. Le risorse utilizzabili per questo scopo possono derivare da maggiori entrate riscosse a seguito della lotta all’ evasione, da avanzi di amministrazione o da «altre disponibilità, anche straordinarie, dell’ ente». Infine, nella nota viene precisato che sarebbe opportuno «stabilire sin da subito proroghe dei termini di pagamento per le categorie più colpite dalla chiusura forzata o dalla crisi economica».
L’ Ifel fa una disamina delle agevolazioni tipiche previste dalla legge. Va ricordato che mentre per la Tarsu i comuni avevano la facoltà di prevedere agevolazioni fiscali, sempre che avessero anche le risorse per finanziarle e non incidessero sui contribuenti soggetti al prelievo, con l’ istituzione della Tari, invece, il consiglio comunale può decidere di far ricadere il peso sull’ intera platea dei contribuenti e di finanziarle con l’ iscrizione in bilancio delle relative somme come autorizzazioni di spesa. In effetti, le spese non coperte rimangono a carico della collettività e vanno finanziate attraverso la fiscalità generale. Con regolamento possono essere deliberate esenzioni e riduzioni tariffarie tipiche per particolari situazioni individuate dalla legge: occupante unico dell’ immobile, attività stagionali e via dicendo. Ma devono essere comunque coperti i costi del servizio. Per ogni contribuente che non paga o paga di meno, se le agevolazioni non vengono finanziate, ci sono altri soggetti che devono sostenere un esborso maggiore. La riduzione tariffaria può essere riconosciuta in presenza di determinate circostanze in cui si presume che vi sia una minore capacità di produzione di rifiuti.

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