Edilizia e urbanistica – Vincoli conformativi ed espropriativi – Variante semplificata – Apposizione del vincolo – Condizioni di legittimità
Il vincolo preordinato all’esproprio può essere disposto, in difetto di previsione nello strumento urbanistico generale, tramite variante semplificata approvata dal consiglio comunale, ai sensi dell’art. 10, comma 2, d.P.R. n. 327/2001, secondo le modalità e la scansione procedimentale di cui all’art. 19. La variante si intende approvata ove la Regione o l’ente delegato non esprimano dissenso entro 90 giorni (art. 19, comma 4), e la sua efficacia decorre dalla successiva delibera consiliare. La variante deve contenere, o richiamare espressamente, la volontà di apporre il vincolo, onde evitare incertezze sulla sua finalità espropriativa. (1).
Edilizia e urbanistica – Vincoli conformativi ed espropriativi – – Partecipazione procedimentale – Comunicazione avvio del procedimento – Obbligo nei casi di variante puntuale
Anche nell’ambito della procedura semplificata ex art. 19, resta fermo l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento ai proprietari delle aree interessate dall’imposizione del vincolo espropriativo. L’omissione può essere giustificata solo in presenza di varianti generali al piano urbanistico, ma non in caso di varianti puntuali aventi ad oggetto specifiche opere pubbliche su aree individuate e direttamente incidenti sugli interessi di soggetti determinabili. In tali ipotesi, l’omessa partecipazione determina l’illegittimità del procedimento. (2).
Il collegio ha accolto il ricorso rilevando l’illegittimità della procedura espropriativa attivata dal Comune di Labico, in quanto posta in essere senza assicurare ai ricorrenti la dovuta partecipazione nella fase di approvazione della variante urbanistica semplificata, con conseguente vizio derivato della dichiarazione di pubblica utilità e dei successivi atti. Ha osservato che, anche in presenza di procedura semplificata ex art. 19 d.P.R. n. 327/2001, il rispetto degli obblighi partecipativi previsti dagli artt. 11 e 16 del T.U. Espropri rimane inderogabile, salvo nei soli casi di variante generale. Ha altresì chiarito che la variante oggetto di causa non aveva carattere generale, poiché diretta alla realizzazione di un’opera pubblica localizzata su aree determinate e incidenti su interessi di soggetti individuabili, imponendosi pertanto la comunicazione dell’avvio del procedimento. L’omissione della partecipazione ha impedito ai ricorrenti di proporre eventuali soluzioni alternative, inficiando l’intero procedimento, compreso il parere favorevole della Città Metropolitana, caducato in via automatica per effetto dell’annullamento degli atti presupposti.
(1) Conformi: Cons. St., Sez. IV, 5 luglio 2017, n. 4726
(2) Conformi: Cons. St., Sez. IV, 9 maggio 2022, n. 2556; Cons. St., Sez. IV, 13 maggio 2025, n. 3572
T.a.r. per il Lazio, sezione II-bis, 9 dicembre 2025, n. 22202 – Pres. Francavilla, Est. Licheri

