Sommario: 1. Introduzione.
2. I principi generali del nuovo codice e la codificazione del potere di auto-organizzazione amministrativa.
2.1 Il ruolo dei principi generali e il rafforzamento della autonomia e della discrezionalità delle amministrazioni.
2.2 Recepimento del “principio di libera amministrazione delle autorità pubbliche” e il differente posizionamento rispetto alla disciplina previgente.
2.3 Ordinarietà dell’’affidamento in house e la legittimità dell’onere motivazionale più stringente in capo alle
amministrazioni: la svolta della Corte Costituzionale.
2.4 La “tendenziale” parità tra auto-produzione ed esternalizzazione. Il parere del Consiglio di Stato sulla scorta della giurisprudenza europea.
2.5 Verso una “’amministrazione di risultato”: il ritorno all’”amministrazione del fare”.
3. La governance delle società in house e la giustificazione della scelta.
3.1 Caratteristiche delle società in house e il perimetro del controllo analogo secondo la giurisprudenza.
3.2 L’attuale ruolo della motivazione negli affidamenti in house ordinari.
3.3 Il necessario bilanciamento tra principi e obiettivi nelle ragioni della scelta degli affidamenti in house, semplificazione dell’onere motivazionale in caso di prestazioni strumentali.
3.4 L’obbligo di motivazione qualificata per l’affidamento in house di servizi di interesse economico generale di livello locale. Esclusione dell’applicazione della disciplina codicistica.
3.5 I dubbi interpretativi del Tar Lazio in ordine alla previsione di una motivazione rinforzata.
4. La cooperazione tra autorità pubbliche come alternativa al mercato.
4.1 I confini della cooperazione pubblica secondo la giurisprudenza comunitaria
4.2 Gli approdi della giurisprudenza amministrativa interna per la valida adozione degli accordi di cooperazione.
4.3 Le caratteristiche di legittimità degli accordi di cooperazione secondo ANAC: il perseguimento dell’interesse pubblico comune.
5. Conclusioni.
ABSTRACT: Il saggio propone uno studio sul principio di auto-organizzazione amministrativa: partendo da una verifica sul modo in cui tale principio di derivazione europea sia stato ribadito nell’ordinamento italiano e da un esame delle sue peculiarità, soprattutto nell’ambito delle diverse fonti normative che regolano la materia degli affidamenti in house, l’Autrice proverà a far emergere come in tale settore “la motivazione” dell’atto decisorio possa acquisire un’importanza diversa a seconda del contesto: affidamento diretto ordinario, servizio di natura strumentale, servizio pubblico locale di interesse economico. Infine, attraverso le interpretazioni offerte dalla giurisprudenza nazionale ed europea, verranno presi in esame gli obblighi che la stazione appaltante deve rispettare per garantire la corretta applicazione del principio nelle sue diverse forme.

