tratto da federalismi.it

Le elezioni regionali del 2025, che hanno coinvolto Marche, Calabria, Toscana, Veneto, Puglia, Campania e Valle d’Aosta, restituiscono un quadro politico sorprendentemente stabile. Tra le regioni a statuto ordinario, in tre regioni è prevalso il centrodestra e in tre il centrosinistra, senza alcuna alternanza di colore politico rispetto alla precedente tornata. Questo risultato, solo in parte contingente, riflette la persistenza di equilibri elettorali territorializzati che si sono sedimentati nel corso dell’ultimo decennio. Se si considerano infatti le ultime sei tornate elettorali nazionali, dalle politiche del 2013 alle europee del 2024, emerge una tendenziale coerenza fra l’andamento del consenso dei poli a livello nazionale e i risultati regionali del 2025. In ciascuna delle regioni interessate al voto, le coalizioni vincenti appaiono tali proprio là dove, negli ultimi dieci anni, si era progressivamente costruito un vantaggio rispetto alla media nazionale. La Toscana rappresenta, da questo punto di vista, un caso esemplare di continuità: è l’unica regione rimasta stabilmente orientata a sinistra lungo tutto l’arco temporale considerato. Il centrodestra, pur crescendo su scala nazionale, non è mai riuscito a colmare lo storico divario territoriale, che nelle principali consultazioni elettorali è rimasto costantemente significativo. Diverso il caso di Puglia e Campania, oggi due nuove roccaforti rosse. In entrambe le regioni il centrodestra aveva mostrato segnali di competitività nelle politiche del 2013 e nelle europee del 2014, attestandosi leggermente al di sopra della propria media nazionale. In Puglia il risultato era superiore di 4,1 punti sulla media nazionale alle elezioni politiche del 2013 e di 5,7 punti alle Europee 2014. In Campania il vantaggio fu di 8,3 punti nel 2013 e di 3,5 nel 2014. Da allora la performance del centrodestra si è però mantenuta stabilmente al di sotto della media nazionale in tutte le consultazioni successive. In Campania, in particolare, dal 2019 il distacco supera i dieci punti percentuali. Si tratta, dunque, di territori nei quali la dinamica elettorale ha consolidato un vantaggio crescente per il centrosinistra… (segue)

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