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Diccap risponde a Ricciardi

con qualche giorno di ritardo e quale testimonianza di divisioni e contrasti che stanno dilaniando ancor di più la categoria dei segretari comunali

09/04/2014

 

Al Dott. Alfredo Ricciardi
c/o UNSCP
Via Cesare Balbo, 43, 
00184 ROMA

 

Oggetto: replica.

 

Egr. Dott. Ricciardi,

riscontro i suoi commenti, apparsi sulla sua pagina Facebook, sul comunicato congiunto Unadis-Diccap per esprimerLe il mio convinto dissenso per il tenore, francamente sgradevole, delle Sue argomentazioni.
Non contesto la diversità delle posizioni delle rispettive organizzazioni sindacali, ma le modalità di espressione del Suo dissenso. 
Bollare di “cattivo gusto” idee diverse dalle proprie non prova di avere buon gusto e, anzi, palesa una certa desuetudine al confronto. Il che, per un dirigente sindacale non è cosa da poco. 
Affermare “se fossi un malpensante direi che si voglia lucrare sul malcontento di qualcuno per raccimolare qualche tessera” è un artifizio retorico abusato e che non fa onore alla categoria che Lei rappresenta. 
Le sembrerà strano, ma anche chi dissente da Lei e a prescindere se sia in folta compagnia o meno, ha diritto ad esprimere la propria voce, senza che taluno si senta nel diritto di facili quanto malevole insinuazioni. 
Per il futuro, La invito ad assumere un atteggiamento più conveniente, se non altro perché molti segretari che Lei rappresenta danno quotidiana prova di condotta esemplare sia nelle relazioni professionali che sindacali.
E’ gradita l’occasione per porgere distinti saluti.

IL COORDINATORE NAZIONALE
Domenico De Grandis

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Una frase per noi

Vi hanno detto che è bene vincere le battaglie? | Io vi assicuro che è anche bene soccombere, che le battaglie sono perdute nello stesso spirito in cui vengono vinte. || Io batto i tamburi per i morti, | per loro imbocco le trombe, suono la marcia più sonora e più gaia. || Gloria a quelli che sono caduti! | A quelli che persero in mare le navi di guerra! | A quelli che scomparvero in mare! A tutti i generali che persero battaglie, e a tutti gli eroi che furono vinti! | A gli infiniti eroi ignoti, eguali ai più sublimi eroi famosi.

Walt Whitman