tratto da lentepubblica.it

Dopo due anni di sospensione, dal 1° gennaio 2026 entrerà pienamente in vigore la cosiddetta “norma taglia idonei”, la disposizione che limita la durata e l’utilizzo delle graduatorie dei concorsi pubblici, incidendo in modo significativo sulle possibilità di assunzione per chi supera le prove senza rientrare tra i vincitori.


La misura, pensata per impedire l’accumulo di elenchi troppo estesi e spesso validi per molti anni, era stata congelata nel biennio 2024-2025. Salvo nuovi interventi del governo, dal prossimo anno cambieranno le regole per tutti gli aspiranti dipendenti pubblici.

 

Cos’è la norma “taglia idonei”

La norma “taglia idonei” è una regola che limita drasticamente il numero degli idonei — cioè dei candidati che, superate le prove di un concorso pubblico, non risultano vincitori ma restano in graduatoria in attesa di eventuali scorrimenti. In concreto, la normativa stabilisce che gli idonei non vincitori possano essere al massimo un numero pari al 20% dei posti a bando.

Se un concorso prevede 100 posti, una volta assegnati ai vincitori, al massimo altri 20 candidati – quelli meglio piazzati subito dopo i vincenti — possono restare in graduatoria come “idonei”. Tutti gli altri, anche se hanno superato le prove, non potranno essere ripescati per assunzione.

In passato, senza questa normativa, molte graduatorie risultavano molto lunghe, con decine o centinaia di idonei, con conseguente attesa prolungata per eventuali assunzioni successive. La “taglia idonei” è nata con l’obiettivo di ridurre le graduatorie troppo estese e rendere più selettivo e snello il reclutamento pubblico.

Sospensione temporanea per il 2024-2025: cosa significa per i candidati

Nonostante la norma fosse operativa, il Decreto PA 2025 — approvato il 19 febbraio 2025 — ha sospeso l’applicazione della “taglia idonei” per tutte le graduatorie approvate nel 2024 e per i concorsi banditi nel 2025.

Questo significa che per questi due anni — salvo ulteriori proroghe — le amministrazioni pubbliche possono ripescare un numero più ampio di candidati idonei, senza essere vincolate al tetto del 20%. In pratica, le graduatorie potranno tornare ad essere “ampie” come in passato, offrendo maggiori opportunità di assunzione a coloro che hanno superato tutte le prove senza raggiungere posizioni da vincitori.

Ma dal 2026 entra in vigore e cambierà i concorsi pubblici

La cosiddetta “taglia idonei” fa la sua comparsa nel 2023, con l’approvazione del Decreto-Legge 44, poi trasformato nella legge 74/2023. La disciplina è stata successivamente ripresa e ritoccata dal Decreto-Legge 75/2023, convertito nella legge 112/2023.

Secondo le previsioni correnti — e salvo nuovi interventi del legislatore — la sospensione della “taglia idonei” scadrà con la fine del 2025. Ciò vuol dire che, a partire dal 2026, la norma potrebbe tornare a regime: graduatorie più contenute, possibilità di scorrimento ridotte, meno idonei “disponibili” per assunzioni successive.

Secondo il quadro normativo, il limite percentuale per gli idonei — fissato al 20% dei posti messi a concorso — avrebbe dovuto valere per tutte le procedure ordinarie già dal momento in cui la legge è entrata in vigore, con alcune eccezioni stabilite successivamente.

Quando la “taglia idonei” non vale?

 

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