Le Entrate sono presenti sul social media da dieci anni, ma non inviano notifiche agli utenti. Si tratta infatti di una pagina pubblica, non di un profilo: eventuali richieste di amicizia sono false
Sono frequenti le segnalazioni di tentativi di truffa, via mail, al telefono o via sms, che usano l’immagine e le modalità di comunicazione dell’Agenzia delle entrate per ingannare i destinatari. Questa volta l’allerta riguarda Facebook: non è l’Agenzia a inviare le richieste di amicizia, sono profili fake.
L’Agenzia, infatti, è presente sul social media di Meta già da dieci anni con una sua pagina pubblica e uno sportello via Messenger, ma non invia richieste di amicizia. Chiunque ricevesse una richiesta da un profilo con la foto e il nome dell’Agenzia è invitato a rifiutare il contatto senza indugio, perché si tratta sicuramente di un profilo falso. L’Agenzia raccomanda, inoltre, di non fornire dati personali o informazioni sensibili e di segnalare i profili sospetti direttamente alla piattaforma e alle autorità competenti.
L’Agenzia ha una pagina pubblica, non può chiedere amicizia su Facebook
L’Agenzia delle entrate è su Facebook da 10 anni. La pagina ufficiale riporta il nome “Agenzia delle entrate”, mentre attualmente l’immagine del profilo è il logo dei 25 anni dalla fondazione, che ricorrono proprio quest’anno.
Ma come accorgersi se la pagina è autentica? Innanzitutto, dal numero di utenti che la seguono: negli anni, infatti, la community si è ampliata progressivamente, fino ad arrivare a oltre 210mila follower attuali.
Un altro elemento inconfondibile è la url, ossia l’indirizzo della pagina all’interno del web, che compare nella barra in alto del proprio browser. Quella corretta è questa: https://www.facebook.com/agenziadelleentrate/.
Inoltre, sulla pagina ufficiale dell’Agenzia delle entrate, accanto al nome, è presente la “spunta blu”, che significa che l’account è stato verificato da Facebook ed è quindi autentico.
Un’ultima, ma fondamentale informazione: essendo presente su Facebook con una pagina, l’Agenzia non può inviare agli utenti richieste di amicizia. Queste ultime, infatti, possono provenire solo dai profili personali. Perciò la raccomandazione è di non accettare richieste di amicizia provenienti da presunti profili dell’Agenzia e di segnalare quelli sospetti direttamente a Facebook e alle autorità competenti.
Dieci anni su Facebook, informazioni, ma anche dialogo a tu per tu via Messenger
Era il 2016 quando l’Agenzia delle entrate aprì la sua pagina Facebook: uno spazio in cui ogni giorno vengono diffuse informazioni sui servizi a disposizione dei cittadini e delle imprese, ma anche sulle novità e opportunità offerte dalla normativa fiscale, attraverso aggiornamenti continui e contenuti multimediali.
Ma non solo consultazione: all’interno della pagina, infatti, è possibile attivare una chat attraverso l’applicativo di Facebook Messenger e mettersi in contatto privatamente con l’Agenzia per chiedere chiarimenti su due temi di diffuso interesse: il canone tv e la dichiarazione precompilata. La comunicazione è molto semplice e rapida: una volta inviato il quesito, un operatore risponde in chat nel giro di un giorno lavorativo, fornendo l’informazione richiesta oppure avvisando l’utente che è necessario approfondire. La risposta arriva comunque entro i 5 giorni lavorativi successivi alla domanda. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30.
Occhio alle truffe
L’Agenzia delle entrate è un’istituzione molto nota e svolge attività che coinvolgono aspetti sensibili della vita delle persone. Per questo, purtroppo, il suo nome e la sua immagine vengono spesso utilizzati da malintenzionati per portare avanti dei tentativi di truffa, per lo più online, finalizzati a convincere gli ignari destinatari a fornire dati personali o somme di denaro.
Per mettere in guardia i cittadini, l’Agenzia ha attivato sul proprio sito istituzionale una specifica sezione, “Focus sul phishing”, che, oltre a offrire dei consigli pratici per difendersi da queste pratiche, raccoglie tutte le segnalazioni di truffe pervenute, dalle false mail su rimborsi e presunti importi da pagare agli sms, alle telefonate.
Se si riceve una richiesta o comunicazione “dubbia”, l’invito è fare una verifica sulla sezione speciale del sito dell’Agenzia. Se il dubbio persiste, è possibile rivolgersi all’Agenzia attraverso i canali di assistenza ai contribuenti.

