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Associazione Nazionale Professionale Segretari Comunali e Provinciali
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24.04.2015 - un articolo tratto da targatocn.it

ABOLIZIONE DELLA FIGURA DEL SEGRETARIO COMUNALE Quale possa essere l’impatto positivo, innovativo e rivoluzionario dell’abolizione del segretario comunale è difficile da comprendere. E’ evidente che il “partito dei sindaci dei grandi comuni ”, considera che ogni forma di controllo, anche ormai blando e indiretto, sulla legittimità dell’azione amministrativa sia un peso. Per noi i segretari comunali per la loro professionalità, competenza ,esperienza e senso della legalità e delle istituzioni sono una risorsa insostituibile.

I piccoli Comuni incontrano il Prefetto di Cuneo

 
 
 
 

Addì 22 aprile, su formale richiesta della Presidente ANPCI Franca BIGLIO a seguito delle decisioni prese nell’Assemblea straordinaria dei Sindaci dei Piccoli Comuni della Provincia di Cuneo del 23 marzo a Marene, vengono ricevuti dal sig. Prefetto Dott. Giovanni RUSSO sindaci ed amministratori dei Piccoli Comuni della Provincia di Cuneo. Sono presenti 47 sindaci ed amministratori.

La Presidente BIGLIO illustra al sig. Prefetto le motivazioni della richiesta di incontro: dialogo con le Istituzioni cominciando dal Prefetto.

Premesso di avere invano cercato di contattare sottosegretari e ministri dai quali non c’è stata risposta alcuna, di essere rimasti soli a difendere il difendibile delle realtà minori, appassionatamente espone le gravi problematiche che oggi assillano i Piccoli Comuni: dagli assurdi tagli lineari inaspettati ed incontrollati che mettono in seria difficoltà gli uffici a redigere i bilanci, all’Associazionismo obbligatorio che non porta benefici, alla Centrale Unica di Committenza che fa chiudere le poche realtà commerciali ed artigianali ancora presenti nei piccoli comuni, al Patto di Stabilità che blocca ogni investimento, la Presidente BIGLIO consegna al sig. Prefetto la presente relazione e sollecita il suo intervento presso il competente ministero degli Interni diligente per la composizione di un tavolo tecnico presso lo stesso Ministero nel quale i Sindaci e gli Amministratori dei Piccoli Comuni possano proporre opportuni ed utili suggerimenti in materia mettendo, con spirito collaborativo, a disposizione del Governo la loro profonda conoscenza giuridica ed empirica del mondo delle Autonomie Locali costituzionalmente riconosciute:

RELAZIONE ANPCI

l’ANPCI rappresenta i 5868 comuni con popolazione fino a 5000 abitanti, circa il 72% del totale dei comuni italiani, che gestiscono il 50% del territorio nazionale, amministrano il 40% della popolazione e, da una indagine della Corte dei Conti del 1995,sono quelli che tassano di meno:390 mila delle vecchie lire pro capite contro le 546 mila della città con popolazione superiore a 10.000 abitanti.

PROBLEMATICHE CHE SOFFOCANO I PICCOLI COMUNI:

ASSOCIAZIONISMO OBBLIGATORIO LEGGE 56/2014 DELRIO

Noi abbiamo sempre sostenuto l’associazionismo su base volontaria, generato dal basso e non calato dall’alto, legato all’efficienza, all’efficacia, all’ economicità dei servizi erogati e non un associazionismo da costituire tramite unioni obbligatorie, ingessate in una uniforme soglia di abitanti, che lo rende di difficile, se non di impossibile, applicazione e che genera maggiori costi.

Ferma restando la piena disponibilità dell’ANPCI a favorire tutte le forme associative che razionalizzano e migliorano l’erogazione delle funzioni e dei servizi, invitiamo a sostenere in tutte le sedi istituzionali il quadro normativo dell’associazionismo all’interno del nuovo Codice delle autonomie locali, dopo aver definito i COSTI STANDARD in una ottica che privilegi la razionalizzazione della spesa e il miglioramento dei servizi indipendentemente dallo strumento associativo utilizzato.

PROVVEDIMENTI ECONOMICI:

Siamo in presenza di tagli solo e sempre lineari che vedono vessati, in particolare, i piccoli comuni che sono i più virtuosi dell’intera macchina pubblica. L’attuale spesa dei piccoli comuni non è più ulteriormente comprimibile in quanto già pesantemente ridotta dai continui tagli ai trasferimenti. Dal 2010 al 2014 comuni hanno contribuito al risanamento del Paese con oltre 17 miliardi di cui 8,5 miliardi per il Patto di Stabilità e altri 8,5 come riduzione della spesa. La Corte dei Conti nella recentissima delibera 29/2014 segnala che: ”ai Comuni è stato chiesto uno sforzo di risanamento non proporzionato all’entità delle loro risorse a vantaggio degli altri comparti che compongono il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche “.

CENTRALE DI COMMITTENZA

Un emendamento ha prorogato il termine entro il quale tutti gli enti dovranno avvalersi delle Centrali di Committenza per gli acquisti di beni e servizi e per gli appalti dei lavori per l’esecuzione di opere pubbliche ed ha previsto che la centrale di committenza non opera per gli acquisti d beni e servizi e per gli appalti dei lavori per l’esecuzione di opere pubbliche al di sotto della soglia dei 40000 euro. Ma la deroga sotto i 40000 euro, è stata prevista solo per i comuni sopra i 10.000 abitanti.

Allo scadere della proroga temporale la norma bloccherà comunque ogni minimo acquisto della stragrande maggioranza dei comuni, persino le spese di economato, ammontanti a pochi euro, dovranno essere delegate alla centrale di committenza.

PATTO DI STABILITA’

Priorità assoluta: esclusione dei comuni fino a 5.000 abitanti dal patto di stabilità. A fronte di un incremento del risparmio dello 0,2%, che si ottiene dall’applicazione del patto a tali Enti, si crea un blocco generale degli investimenti nei piccoli comuni che viene ad incidere negativamente sul PIL in maniera maggiore rispetto al risparmio che si otterrebbe. Per colpa del PATTO DI STABILITA’ l’ultimazione delle opere già in corso e la realizzazione di qualsiasi opera pubblica o di manutenzione del patrimonio è resa impossibile. Le attività economiche e l’imprenditoria medio-piccola stanno morendo.

SPESA DI PERSONALE

I piccoli comuni sono gli unici enti che hanno i conti a posto: il totale della spesa personale rispetto alla spesa corrente dei piccoli Comuni è del 34,65% ben al di sotto del limite massimo del 40% imposto ai Comuni dall’art 76 comma 7 del d.l. 112 del 2008. Il rapporto dipendenti/popolazione è di 1 dipendente ogni 120 abitanti: meno del rapporto minimo, 1/98, previsto dal DM 16 marzo 2011, imposto ai Comuni che hanno dichiarato dissesto. Essi, però, devono rispettare il limite di spesa del personale riferito al 2008, mentre per gli enti “ NON VIRTUOSI sono state sbloccate le assunzioni.

ABOLIZIONE DELLA FIGURA DEL SEGRETARIO COMUNALE

Quale possa essere l’impatto positivo, innovativo e rivoluzionario dell’abolizione del segretario comunale è difficile da comprendere. E’ evidente che il “partito dei sindaci dei grandi comuni ”, considera che ogni forma di controllo, anche ormai blando e indiretto, sulla legittimità dell’azione amministrativa sia un peso. Per noi i segretari comunali per la loro professionalità, competenza ,esperienza e senso della legalità e delle istituzioni sono una risorsa insostituibile.

SEMPLIFICAZIONE

Nei comuni ormai non si riesce più a lavorare, nemmeno il tempo tecnico per leggere e capire una norma, che all’indomani dell’emanazione ne viene emanata un'altra di contenuto opposto o diverso e senza valutare se tale norma fosse già esistente nell’ordinamento. In materia di appalti pubblici, ad esempio, siamo già ad un record assoluto: dal 2006 ad oggi è stata apportata una modifica legislativa ogni 35 giorni circa.

Da un documento dell’ufficio studi della CONFARTIGIANATO si rileva che dal 2008 a oggi sono state emanate 491 norme tributarie, delle quali 288 hanno complicato la vita alle imprese, contro le 67 che le hanno, sulla carta, semplificate. Bilancio: 4,3 complicazioni per ogni semplificazione e cosi è anche per i piccoli comuni.

Si ricorda, inoltre, che ai piccoli comuni sono stati assegnati, a personale invariato, negli ultimi 3 anni più di 50 nuovi adempimenti.

IN SINTESI

E’ una situazione surreale al limite della decenza istituzionale ed amministrativa. Alcuni esponenti della stessa Corte dei Conti hanno segnalato che il governo sta utilizzando direttamente il personale degli enti locali dando la precedenza all’obbligo di trasparenza anziché destinarlo all’erogazione dei servizi al cittadino utente.

Siamo ad un punto di non ritorno. Per tutelare i piccoli comuni bisogna ribadire la centralità dell’art 117 della Costituzione. I piccoli comuni hanno bisogno di semplificazione, di autonomia, di interventi mirati.

Per questo i sindaci dei Piccoli Comuni della Provincia di Cuneo, riuniti in assemblerà straordinaria a Marene il 22 marzo 2015, si dichiarano pronti a battersi in tutte le sedi istituzionali, assieme all’ANPCI, la loro Associazione, per una riforma generale ed organica di tutto il sistema delle Autonomie in cui e per cui siano i comuni a decidere autonomamente che cosa vogliono fare e con chi operare nell’interesse delle loro comunità ed Invitano Sua Eccellenza il sig. Prefetto, nella Sua qualità di rappresentante del Governo in Provincia, a farsi parte diligente per la composizione di un tavolo tecnico presso il Ministero degli Interni nel quale i Sindaci e gli Amministratori dei Piccoli Comuni possano proporre opportuni ed utili suggerimenti in materia mettendo, con spirito collaborativo, a disposizione del Governo la loro profonda conoscenza giuridica ed empirica del mondo delle Autonomie Locali costituzionalmente riconosciute e nel sostenere le giuste rivendicazioni che si sintetizzano in:

1.      Libero convenzionamento fra i comuni, anche attraverso l’applicazione dell’articolo 1 comma 557 della legge 311 del 2004: “che consente ai Comuni di servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall'amministrazione di provenienza”.

2.      Fermare la politica dei tagli lineari ai trasferimenti, riconoscendo le “virtuosità”.

3.      Estensione della deroga sulle centrali di committenza anche ai comuni con meno di 10.000 abitanti.

4.      Deroga al patto di stabilità per i comuni sotto i 5000 abitanti.

5.      Revisione generale dei limiti di spesa in materia di personale e la reintroduzione della deroga all’assunzione per i piccoli Comuni con meno di 10 dipendenti a tempo pieno indeterminato.

6.      Mantenimento della figura indispensabile del segretario comunale.

7.      Revisione generale e semplificazione normativa, in particolare in materia di appalti.

8.      Previsioni di mansioni multiple nelle dotazioni organiche del personale soprattutto dei piccoli Comuni i quali, dovendo svolgere molte delle funzioni allo stesso modo dei grandi Comuni, non possono avere per ciascun servizio una figura professionale specifica.

9.      Abolizione dell’articolo 7, comma 8, della legge n. 131/2003 che consente alle varie sezioni regionali della Corte dei Conti di esprimere pareri in materia di spesa e di personale, al fine di avere interpretazioni coerenti ed univoche, che la potestà di esprimere pareri in materia di personale ritorni al Ministero dell’Interno che da secoli conosce e segue le attività dei comuni.

10.  Mantenimento delle strutture scolastiche, dei presìdi sanitari e delle stesse caserme dell’Arma dei Carabinieri favorendo agevolazioni sull’affitto.

11.  Incentivi non solo per i cittadini e le attività produttive già insediate, ma estesi in modo tale da incentivare nuovi residenti e nuovi insediamenti produttivi nei piccoli comuni, anche attraverso misure di agevolazione fiscale.

IL PRESIDENTE ANPCI Franca Biglio

Su sollecitazione del Presidente BIGLIO intervengono:

·         Il presidente dell’Unione dei Comuni dell’Alta Langa sig. Roberto BODRIDO che dichiara il suo stupore e la sua preoccupazione sulle redivive comunità montane dopo che sono state abolite per fare posto alle Unioni Montane; sui piccoli comuni assoggettati a continui tagli che ne rendono impossibile la sopravvivenza il Governo dica chiaramente se vuole che ancora sopravvivano;

·         Per il vice presidente dell’Unione Montana Alta Langa, sindaco di ALBARETTO DELLA TORRE Ivan BORGNA ci stanno prendendo in giro; ma sono i sindaci che ci mettono la faccia; il territorio Alta Langa è un territorio svantaggiato e siamo attaccati su tutto e la gente non capisce; è necessario che la gente sia informata delle difficoltà;

·         Per il sindaco di SINIO Sergio SEGHESIO è mortificante lo stato d’animo in cui siamo ridotti. Ormai siamo al collasso totale;

·         Per il sindaco di NOVELLO Roberto PASSONE la previsioni di incasso IMU agricola sono folli ed illogiche. Ci vuole maggiore equità per garantire ai cittadini i servizi. Il pericolo più grave è che perderemo quei giovani che si sono presentati alle ultime votazioni per un rinnovamento amministrativo. Ha poi il problema delle frane che isolano il suo comune e sulle quali non ci sono più interventi;

·         Il sindaco di PRIOCCA dott. Marco PEROSINO interviene anche come consigliere provinciale: al 30 giugno in provincia si saranno esauriti tutti i fondi per qualunque intervento, poi che si farà? Per i comuni poi siamo costretti a fare bilanci assolutamente aleatori: il Governo ci affossa, dobbiamo farlo capire alla gente; se non diamo i servizi sarà il tracollo; confidiamo che cambi questa struttura dello Stato; rimangono pochi mesi, anche il sig. Prefetto dia una mano;

·         Il sindaco di FARIGLIANO Mirko SPINARDI condivide tutto; su invito di DELRIO facciamo i conti esatti, come ha detto di volere, e portiamoglieli; i prefetti si facciano parte attiva perché a Roma i governanti capiscano l’attuale tragico monmento;

·         Per il sindaco di CASTINO Enrico PAROLDO il suo comune oggi è inaccessibile ed isolato per le frane e nessuno interviene o se ne rendo conto

·         Il sott. Ciro MENNELLA, consulente ANPCI e segretario comunale ricorda che i comuni non sono una lobby ma che per la Costituzione sono la prima articolazione dello Stato. Avverte che anche i segretari continueranno la loro opera fedeli alla missione per cui hanno giurato;

·         Il sindaco di MARENEA Roberta BARBERO dice di avere fatto il bilancio, ma non sa quanto sarà veritiero. Ricorda come nel suo comune ci sia un grave problema di stabilità di una piazza, che da tre anni, pur essendoci la copertura finanziaria i lavori non possono essere eseguiti per il patto di stabilità e si domanda di chi sarà la responsabilità in caso di danneggiamenti a persone o cose.

Il signor Prefetto dice di prendere atto del quadro molto realistico prospettatogli dagli interventi del presidente ANPCI e dei sindaci. Condivide pienamente il dialogo che si vuole instaurare con le Istituzioni partendo dai prefetti. E’ consapevole delle difficoltà attuali, della tragica situazione.

Assicura che rappresenterà nelle sedi opportune le difficoltà specialmente quelle collegate con la viabilità, la tutela del territorio e dei flussi turistici.

Sulle problematiche connesse con il Patto di Stabilità si adopererà per opportune deroghe specialmente per quelle della sicurezza.

E’ preoccupato pure lui per il disimpegno dei giovani dalla vita pubblica; essi devono avere l’immagine di uno Stato vicino. Rimarca pure con disappunto e preoccupazione che nelle ultime consultazioni comunali in ben 80 comuni su 160 si sia presentata una sola lista. Auspica maggiore collaborazione e dialogo. Si dichiara comunque sempre a disposizione dei sindaci per collaborare con loro.

Alle ore 12,20 l’incontro ha termine ed i sindaci lasciano la Prefettura.

CUNEO, 22 aprile 2015

 

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