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Associazione Nazionale Professionale Segretari Comunali e Provinciali
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09.04.2015 - "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale". Il resoconto della collega Daniela Urtesi

tratto da http://segretaridellazio.blogspot.it/

giovedì 9 aprile 2015

"La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale". Il resoconto della collega Daniela Urtesi

Come scritto in un precedente post, si è svolto ieri mercoledì 8 aprile 2015 alle ore 14,00, a Roma, nella Sala della Regina presso Palazzo Montecitorio, l'Associazione Nazionale Professionale dei segretari comunali e provinciali G.B.Vighenzi, l'Associazione Professionale dei segretari degli enti locali ed il Comitato per l’anticorruzione e la legalità dei segretari della Puglia hanno organizzato presso la Sala della Regina del Palazzo Montecitorio a Roma un incontro su "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale".

Un articolo sul convegno è stato pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.

Presente all'incontro la collega Daniela Urtesi che ha provveduto in tempi brevissimi a redigere un resoconto molto dettagliato per il blog dei Segretari del Lazio. Manca l'intervento finale del Prof. Saitta, che provvederemo quanto prima ad integrare in qualche modo.

Questo il resoconto.

 

Apre RAFFAELE CANTONE (Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione) il quale ricorda come la sua linea, all'epoca dell'approvazione della legge 190/12 era quella di rafforzare la figura del segretario comunale, per combattere il fenomeno del malaffare che si annida all’interno degli Enti Locali, fenomeno di minore entità per cifre, ma molto preoccupante perché esteso. L’idea della commissione che elaborò la legge anticorruzione era quella di rendere i segretari stabili, sganciati dalla nomina politica. Questa norma non passò però fu inserita la possibilità di impugnare la revoca se collegata all'attività anticorruzione svolta dal segretario comunale. Come magistrato si è sempre rapportato con i segretari comunali che rappresentano un argine (a volte l’unico argine) alle infiltrazioni della criminalità organizzata.  Questa però è storia. Adesso occorre capire se quanto si sta facendo adesso sia apprezzabile. Il testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali ribadisce l’abolizione però vi è una importante scelta di sistema: l’obbligo di avvalersi di un dirigente apicale con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa. Questo soggetto è colui che deve svolgere i compiti di prevenzione della corruzione e di garanzia della trasparenza. Qual è il punto della questione? Il tema vero è garantire i requisiti di autonomia e indipendenza, bisogna rafforzare il ruolo dei segretari-dirigenti apicali anche individuando precisi criteri di nomina. Il testo licenziato dalla commissione è un punto di partenza per la nuova figura della dirigenza apicale che conserva le funzioni del segretario comunale ivi compresa quella di responsabile dell'anticorruzione. La battaglia adesso è alzare l’asticella sui requisiti di professionalità, autonomia e indipendenza. Certo se vivessimo in un mondo teorico sarebbe da augurarsi che la figura del segretario resti così com’è e venga rafforzata. La norma approvata è discreto un compromesso, un punto di partenza rispetto al quale se questa riforma sarà buona o meno dipenderà da quanto in sede attuativa verrà garantita l'imparzialità, l'indipendenza e la trasparenza nella selezione del dirigente apicale.

 

Segue l’intervento dell’onorevole GIAMPIERO D’ALIA (Presidente della Commissione Parlamentare per le questioni regionali)

 

La sua riflessione parte dalla riforma del titolo V della costituzione che ha fatto saltare l’intero sistema dei controlli ed ha fatto emergere un’insofferenza ad ogni forma di controllo anche interno. La vicenda dei segretari comunali è sintomatica di una interpretazione sbagliata del ruolo delle autonomie. L’abolizione è sbagliata anche se è importante l’affermazione della funzione. Mantenere la figura del segretario comunale non significa cedere a istanze corporative ma significa rispondere ad un’esigenza della pubblica amministrazione. Chiude poi il suo intervento con una constatazione: il testo licenziato inquadra i segretari nella dirigenza quindi ha il merito di aver chiuso la vexata questio se i segretari comunali siano o meno dirigenti.

Interviene il Dott. SALVATORE SFRECOLA (Presidente della Corte dei Conti Sez. Regionale Umbria)

Dopo aver parlato della sua esperienza personale con i segretari comunali dei quali ha avuto modo di apprezzarne la grandissima professionalità che spazia dagli appalti al bilancio, dal personale al patrimonio, si sofferma sulla proposta di legge delega. Evidenzia che lascia troppi spazi al governo, a suo parere è una sorta di delega in bianco. Personalmente poi è contrario al ruolo unico dei dirigenti e ritiene che lo spoil system costituisca la negazione del principio di separazione tra politica e gestione. La lotta alla corruzione si fa con la buona amministrazione, abbattendo l’interesse del corruttore ad allungare i tempi, a variare i progetti. La lotta alla corruzione si fa con un buon sistema di controlli. Ritiene che nel dibattito sui segretari comunali ci sono molti preconcetti, si augura che il parlamento rifletta molto su questa riforma. Conclude affermando che una riforma sbagliata non è niente … è peggio e si augura che questo non avvenga.

Segue l’intervento Dott. MARIO PALAZZI (Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma)

Esordisce subito dicendo che questa legge non gli piace affatto: è una brutta legge. Ritiene sbagliato eliminare i segretari comunali la funzione invece deve essere difesa e salvaguardata. Sottolinea che il ruolo del magistrato è quello di pensare male e che il controllo della magistratura è l’ultimo, l’estremo. La funzione di controllo non può essere lasciata solo alla magistratura ma è necessario costruire una rete di controlli in corso d’opera. Il legislatore del 2012 ha potenziato il ruolo del segretario nell’ambito dei controlli a cui è conseguita una responsabilità personale. E’ questo un ruolo molto delicato che ha bisogno i autonomia e indipendenza. Rivolge poi alla sala una domanda: “Secondo voi chi viene graziosamente nominato in un certo ruolo ha il potere di dire di no? Non penso proprio”. Conclude soffermandosi sulla parola spoil system che non gli piace proprio e a volerla tradurre significa: bottino, preda.

Interviene UMBERTO AMBROSOLI (Consigliere Regionale della Lombardia)

Ricorda che la Regione Lombardia è stata la prima ad approvare una mozione in favore dei segretari comunali. E’ stato fatto non per cedere a pressioni corporative ma perché si crede fermamente nell’importanza del ruolo svolto dai segretari comunali. Sotto la voce semplificazione si sta rimuovendo la funzione di controllo. Invece di ricercare un equilibrio passa il messaggio SEMPLIFICAZIONE=MENO CONTROLLI. I controlli sono un’esigenza imprescindibile molto sentita dai cittadini. Prosegue poi evidenziando che l’amministrazione locale è condizionata dalla legge del consenso e questa rischia di far perdere di vista gli obiettivi pubblici. In questo contesto è importante il ruolo di presidio della legalità del segretario comunale perché non è condizionato dalla legge del consenso, ed ancora più importante è il ruolo del segretario comunale di garanzia e tutela delle minoranze perché queste sono le prime vittime della legge del consenso.

Segue  la testimonianza di MARIA CARMELA LANZETTA (ex ministro degli Affari Regionali ed ex sindaco) la quale parte dalla sua esperienza di  sindaco  e proprio per questo gli riesce difficile pensare ad un annullamento del ruolo del segretario comunale. Molto spesso nei comuni il segretario comunale è l’unico laureato ed è in grado di supplire a tutte le carenze che purtroppo ci sono nei comuni. Un sistema dei controlli è necessario, l’agire quotidiano delle amministrazioni deve essere rispettoso delle norme e dei tempi. Il segretario comunale è un indiscutibile presidio di legalità, possiamo discutere su come chiamarlo ma è necessario che ci sia a nome e in rappresentanza dello Stato.

Interviene l'On. FRANCESCO PAOLO SISTO (Presidente della Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati)

Rileva che la legge delega è uno strumento insidioso, occorre delimitare bene i margini di intervento del governo. Osserva poi che nel momento in cui si ha necessità di creare un’autorità a presidio della legalità (l’ANAC) si eliminano i segretari comunali che sono uno strumento analogo, speculare alla funzione dell’ANAC. Evidenzia che la corruzione non si combatte con le iper-norme e con gli allungamenti dei tempi di prescrizione fino a 22 anni. Ma si combatte con la prevenzione: prevenire vale molto più che reprimere. L’illegittimità è un passaggio fondamentale verso l’illeicità. Si chiede se possiamo permetterci di eliminare la figura che oggi combatte l’illegalità. I segretari comunali si occupano più degli altri che di se stessi e sono lo zoccolo duro della legalità che garantiscono in maniera più che sufficiente (6 e mezzo in termini scolastici)

Termina l'on. FEDERICA DIENI del M5S evidenziando che il M5s è contrario all'abolizione e favorevole allo stralcio della parte che riguarda i segretari comunali. La ripresa video dell'intervento è visibile al seguente link.

 

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