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La Vighenzi ha incontrato l'on. Dieni

Ieri (20 giugno 2014) intorno alle ore 11.30 i colleghi Giardina (presidente dell'Associazione Vighenzi) e Fauci (componente del direttivo dell'Associazione Vighenzi) sono stati ricevuti a Montecitorio dall'on. Federica Dieni del Movimento 5stelle.

I colleghi hanno cercato di rappresentare il disagio della categoria dei segretari comunali di fronte alla proposta di riforma voluta da Renzi con un accanimento ed una cattiveria davvero difficili da ritrovare per altre riforme paventate.

E' stato consegnato all'on. Dieni un documento informale contenente alcune valutazioni critiche sulla bozza di riforma che è stata resa nota.

 

L'on. Dieni ha ricordato che il Movimento 5stelle

1-ha pensato a due proposte di legge per porre alcuni sacrosanti paletti:

·Segretari comunali svincolati dalla politica

·Abolizione dello spoils system e concorso pubblico per dirigenti della P.A.

2-vuole che i segretari comunali non siano nominati dal sindaco e che si torni a quando i segretari venivano nominati dai prefetti dopo regolare concorso pubblico.

3-vuole che i dirigenti siano reclutati tramite concorso pubblico, così come la nostra Costituzione prevede, per garantire loro la massima indipendenza con l'esclusivo interesse di assicurare e perseguire il bene collettivo.

L'on. Dieni ha poi espresso la disponibilità propria e del proprio Movimento a collaborare con i segretari comunali e con l'Associazione Vighenzi per il perseguimento degli obiettivi di cui sopra e per valutare con grande attenzione ogni eventuale proposta che sarà loro eventualmente trasmessa.

 

In particolare i colleghi dell'Associazione Vighenzi hanno evidenziato all'on. Dieni come sia inaccettabile:

1-che per i comuni al di sotto di 5.000 abitanti non sia più prevista la figura del "dirigente apicale".

E' un'ipotesi che comporterà la perdita di numerosi posti di lavoro con conseguenze gravissime in particolare nelle regioni centro-meridionali dove molti colleghi sono titolari di una sola sede di segreteria.

 

2-che i direttori generali, in sede di prima applicazione, possano accedere al ruolo unico dei dirigenti apicali.

Se si esclude la volontà si "privatizzare" la dirigenza pubblica, non si comprende per quale ragione al mondo possano accedere al ruolo unico soggetti che non hanno mai vinto un concorso pubblico e che debbono la loro nomina ai rapporti intessuti con la politica.

Restano, poi, le zone d'ombra sui titoli di studio (laurea in veterinaria? laurea in matematica?) e sui tempi cui deve farsi riferimento (quanto temo deve aver svolto le funzioni di direttore generale? un giorno, un anno, due anni?).

 

3-che per i comuni capoluogo di provincia, le città metropolitane e le province, non vi è l'obbligo di nominare il "Dirigente apicale dell'ente" attingendo dal "ruolo unico".

E' una previsione che ha senso solo ed esclusivamente nell'ottica di "privatizzare" la dirigenza pubblica. In questo caso l'affermazione è esplicita: posso nominare chi voglio senza alcuna regola che possa ostacolarmi o limitarmi.

 

4-che sia prevista una "preselezione dei candidati agli incarichi".

Si tratta di quello che alcuni hanno definito come "spoil system meritocratico".

In sostanza, si tratterebbe di fare un avviso pubblico per individuare un numero non precisato di soggetti idonei per poi lasciare al sindaco (crediamo di non sbagliare la previsione) la scelta definitiva tra i soggetti idonei,con buona pace del merito.

 

5-che per ciascun incarico di direzione apicale, possano essere fissati dei requisiti tenendo conto della complessità organizzativa e delle dimensioni demografiche dell’ente;

E' inaccettabile che i requisiti necessari per ricoprire l'incarico di "dirigente apicale" possano non essere oggettivi epredeterminati e che possano, invece, essere determinati con riferimento a ciascun singolo incarico. E' una strada pericolosissima che potrebbe portare al dirigente pubblico da "confezionare" sulla base delle esigenze del singolo sindaco con buona pace del dipendente pubblico al servizio della Nazione.

 

6-che i segretari comunali oggi iscritti all'Albo, in alternativa rispetto all'accesso al "ruolo unico dei dirigenti apicali dell'ente", possano optare per il trasferimento in mobilità presso un ente locale.

E' una previsione che, a prescindere da quanto possa essere giuridicamente fondata, mai potrà essere accettata in quanto i segretari comunali NON sono dipendenti degli enti locali e per essi la mobilità deve essere prevista verso tutta la pubblica amministrazione.

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