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13/01/2020 - Assunzioni in provincia riaperte dal Milleproroghe

tratto da lapostadelsindaco.it
Assunzioni in provincia riaperte dal Milleproroghe
La Rivista del Sindaco  13/01/2020 Approfondimenti
L’atteso emendamento al Ddl di bilancio per riaprire le assunzioni di personale per le province è stato infine inserito nel decreto Milleproroghe. Quindi dopo le disposizioni in merito per Comuni e Regioni anche le amministrazioni provinciali vedranno inserito un meccanismo di calcolo per stabilire le assunzioni, basato sul rapporto tra entrate correnti e spese di personale. Troviamo la nuova disposizione all’interno del Decreto Crescita, con l’articolo 33 del Dl 34/2019: il primo comma disciplina le nuove norme assunzionali per le Regioni; il comma 1-bis porta le regole per le Province; il secondo comma si occupa dei Comuni.
Il sistema per l’assunzione si basa su un meccanismo ormai noto, con ogni ente che si troverà a dover calcolare il proprio rapporto tra la media delle entrate correnti dell’ultimo triennio al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità e le spese di personale.
valori di soglia per fascia demografica sono stabiliti da un Dpcm. Stando a questo se un rapporto si trova al di sotto della percentuale stabilita saranno possibile avere un maggior spazio assunzionale in percentuale rispetto alle spese di personale; se il rapporto fosse superiore, la provincia dovrà impegnarsi a raggiungere il valore di soglia entro il 2025, con la possibilità di applicare anche un turn-over inferiore al 100%. In caso di mancato di raggiungimento del valore di soglia entro il tempo concordato, ci si ritroverà sanzionati con una capacità assunzionale al 30%. In pratica lo stesso meccanismo utilizzato per le Regioni, e con poche differenze da quello fissato per i Comuni, a cui sono state invece imposte due soglie di valore.
Nonostante questo sia di certo un importante passo in avanti, ora si tratta anche di capire in quanto tempo si potranno ottenere le prime proiezioni sulle nuove possibilità di assunzione, se si pensa a quanto occorso (oltre sei mesi) per vedere realizzato il Dpcm per i comuni.
Per quanto riguarda il limite al trattamento accessorio stabilito dall’articolo 23, comma 2, Dlgs 75/2018, questo è stato confermato con possibilità di ritocco in caso di revisione del numero dei dipendenti rispetto alla situazione del 31-12-2018. Il tutto, al fine di poter garantire l’invarianza del valore medio pro-capite dei fondi e degli stanziamenti per le posizioni organizzative. La norma verrà applicata solo in caso di maggiori assunzioni, poiché tanto nel Dpcm regionale quanto in quello comunale si indica chiaramente che non si potrà scendere sotto al limite dell’anno 2016.
Articolo di Gianluca Galli
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