tratto da aranagenzia.it

Pubblicato il Rapporto «La contrattazione integrativa nelle pubbliche amministrazioni dopo i rinnovi dei contratti collettivi nazionali del triennio 2019-2021», realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e curato da Alessandro Boscati e Renato Ruffini. Il Rapporto è stato presentato oggi presso la sede dell’Aran nell’incontro «Le norme in ascolto. Evidenze dalla contrattazione integrativa per la contrattazione nazionale».

Lo studio analizza i contratti integrativi di oltre trenta amministrazioni di quattro comparti: Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità, Istruzione e ricerca. Al centro ci sono cinque istituti profondamente innovati dalla tornata 2019-2021: famiglie professionali, differenziali stipendiali, welfare integrativo, premi di performance e flessibilità oraria. L’obiettivo della ricerca è capire come le regole nazionali vengono «tradotte» nelle singole realtà.

Dall’analisi emerge che gli enti applicano in modo formalmente corretto le regole dei contratti nazionali. Sotto schemi simili, però, emergono differenze marcate. Nelle Funzioni centrali tutte le amministrazioni adottano il modello previsto dal CCNL per le famiglie professionali, ma solo alcune le costruiscono davvero sulle competenze. La maggiorazione del premio individuale è prevista quasi ovunque, ma la quota di personale che può ottenerla va da percentuali inferiori al 5% fino al 40%. Nei differenziali stipendiali la valutazione pesa tra il 40% e l’80%; dove i giudizi sono appiattiti, però, a decidere torna l’anzianità.

Secondo gli autori, a fare la differenza è soprattutto la maturità organizzativa delle amministrazioni: leadership, competenze degli uffici del personale, solidità dei sistemi di valutazione. Un contratto, avvertono, può essere formalmente corretto e organizzativamente debole.

«Spesso pensiamo che gli enti debbano recepire le norme nazionali; in realtà le traducono, e ogni traduzione ha i suoi margini. Capire come lo fanno aiuta chi negozia i contratti nazionali a vedere dove le regole funzionano e dove vanno ripensate», ha dichiarato Pierluigi Mastrogiuseppe, Direttore della Direzione Studi, Risorse e Servizi dell’Aran.

Il Rapporto prosegue il lavoro avviato con l’Università di Milano sulla tornata 2016-2018 e integra il monitoraggio periodico che l’Aran svolge sulla contrattazione integrativa.

 
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