Tratto da: ANAC
Il 18,1% per “Lavori”, il 21,8% per “Servizi e forniture” e il 60,1% per entrambi i settori
Al 31 marzo 2026 il totale delle amministrazioni qualificate è pari a 3.919, con il 18,1% per “Lavori”, il 21,8% per “Servizi e forniture” e il 60,1% per entrambi i settori. In termini assoluti, per il settore dei “Lavori” il numero di amministrazioni qualificate si attesta a 3.066 unità (di cui 709 solo per “Lavori” e 2.357 per entrambi i settori) mentre il totale per il settore “Servizi e forniture” si attesta a 3.210 unità (di cui 853 solo per “Servizi e forniture” oltre alle 2.357 per entrambi i settori).
È quanto emerge dall’ultimo Report trimestrale di Anac sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, con dati aggiornati al primo trimestre dell’anno in corso: analisi, in cui non sono inclusi i soggetti qualificati di diritto, elaborata in base alle istanze pervenute al 31 marzo 2026 fornendo statistiche riferite al periodo conclusosi nove mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo biennio di qualificazione.
Al primo trimestre dell’anno, le istanze sono state 4.358 per “Lavori” e 4.685 per “Servizi e forniture”, testimoniando che il numero di domande di qualificazione è più alto per questo secondo settore. Le istanze che appartengono ad amministrazioni qualificate “con riserva” sono 48 (20 per “Lavori” e 28 per “Servizi e forniture”), comprendendo 37 enti distinti. La percentuale delle domande che ricevono come esito “non qualificata” è tra il 9,2 % (“Lavori”) e il 12,5% (“Servizi e forniture”) del totale: dato sostanzialmente in linea con quanto registrato al 31 marzo 2024, cioè nove mesi dopo l’entrata in vigore del primo biennio.
Analizzando i livelli di qualificazione, il Report permette di osservare risultati simili tra i due settori anche in questo periodo di riferimento: per quanto riguarda il settore “Lavori”, il 60,7% delle amministrazioni (1.860 sul totale di 3.066 enti qualificati) ha il livello massimo, che è ottenuto nel 58,2% dei casi per il settore “Servizi e forniture” (1.867 amministrazioni sul totale di 3.210 qualificate); il livello intermedio è raggiunto rispettivamente nel 25,3% (777 enti) e 22% (707 enti) dei casi, e quello minimo nel 14% (429) e 19,8% (636). La percentuale relativa al livello massimo di qualificazione sale rispettivamente all’82,6% e al 76,5% nel caso dei soggetti che svolgono funzioni di centralizzazione delle committenze, che sono il 13,9% (425 su 3.066) delle amministrazioni qualificate nel settore “Lavori” e il 12,5% (400 su 3.210) di quelle nel settore “Servizi e forniture”.
Il Report contiene anche un’analisi degli esiti delle istanze di qualificazione (per la fase di progettazione e affidamento) degli enti che hanno presentato domanda nel primo biennio, scaduto il 30 giugno 2025, e nel nuovo. Ne emerge che, di 3.188 stazioni appaltanti e centrali di committenza nel settore “Lavori”, circa 2.569 hanno lo stesso risultato di “qualificata”, ma 87 precedentemente qualificate nel vecchio biennio sono ora non qualificate. Risulta anche in questo periodo di analisi un alto numero di enti (186) che precedentemente non erano qualificati ma ora lo sono. Nel settore “Servizi e forniture”, di 3.581 stazioni appaltanti e centrali di committenza, 2.995 hanno il risultato di “qualificata” in entrambi i bienni ma, rispetto al settore “Lavori” un numero maggiore di qualificate nel precedente biennio è ora non qualificato (261). Dato che può essere spiegato con il fatto che non c’è stato un allargamento del perimetro delle gare, ai fini dell’ottenimento di punteggi per l’esperienza, come invece avvenuto in quello dei “Lavori” per il quale vengono ora considerati i Cig sopra 150mila euro, mentre nel precedente biennio si consideravano solo quelli sopra 500mila euro.
Ulteriori dati su centrali di committenza ed amministrazioni convenzionate, distribuzione delle amministrazioni qualificate per regione, punteggi riguardanti “competenze” e “formazione” del personale, nonché qualificazione per l’esecuzione sono consultabili nel Report in questione, che contiene anche una confronto tra qualificazione dei Comuni con popolazione sotto i 15mila abitanti e quella dei Comuni oltre i 15mila abitanti, considerando le diverse capacità attese tra i due gruppi di enti comunali, nella logica di assegnazione dei punteggi previsti dal sistema per gare svolte, competenze e formazione del personale. Viene mostrato che, per i Comuni di dimensioni maggiore, quasi il 77% delle istanze per “Lavori” e il 64% per “Servizi e forniture” è qualificato al livello più alto e, rispettivamente, solo l’1% e il 3% mostra un esito di non qualificazione. Quest’ultimo dato sale al 10% e al 31% per i Comuni di dimensioni minori.
Il Report

