tratto da ItaliaOggi a cura di Alberto Moro

Approvata la legge che valorizza le competenze dei funzionari pubblici. Previsti incarichi temporanei e valutazioni indipendenti per garantire trasparenza e premiare i risultati ottenuti sul campo

di Alberto Moro

E’ possibile diventare dirigenti pubblici senza necessariamente passare da un concorso. Una quota dei posti sarà infatti riservata ai funzionari interni dei posti sarà infatti riservata ai funzionari interni più qualificati ai quali potranno candidarsi dipendenti con almeno 5 anni di esperienza (o 2 nelle posizioni più alte). La selezione si baserà non solo su esami, ma anche su titoli e risultati ottenuti negli ultimi anni.

È quanto stabilisce il disegno di legge sul merito e lo sviluppo della carriera dirigenziale proposto dal ministro Paolo Zangrillo e approvato ieri in via definitiva dal Senato. Con il via libera di Palazzo Madama la riforma della Padiventa legge introducendo un cambiamento nelle modalità di accesso alla dirigenza e nei sistemi di valutazione del personale. La ratio del provvedimento è quella di modernizzare la macchina amministrativa attraverso la valorizzazione delle competenze maturate sul campo e una maggiore selettività nel riconoscimento dei premi di produttività.

Una delle novità di maggior rilievo riguarda l’istituzione di un terzo canale di accesso alla dirigenza che affianca i concorsi tradizionali e il corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. La legge riserva infatti il 30% dei posti di seconda fascia e fino al 50% di quelli di prima fascia a una procedura di sviluppo di carriera dedicata ai funzionari interni qualificati. Per partecipare a queste selezioni i dipendenti a tempo indeterminato devono aver maturato almeno cinque anni di servizio nell’area dei funzionari oppure due anni in quella delle elevate qualificazioni. La selezione non si limiterà a semplici prove teoriche ma richiederà una valutazione comparativa basata sui titoli e sulla performance individuale conseguita nei cinque anni precedenti.

“Con questa legge mettiamo finalmente le persone al centro. Non introduciamo soltanto nuove regole, ma promuoviamo un approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre opportunità di crescita a chi lavora nelle nostre amministrazioni”, ha dichiarato il ministro Zangrillo.

PROSEGUE QUI 

Torna in alto