tratto da laleggepertutti.it Autore Angelo Graco

Il decreto Pnrr cancella il ruolo del Capo dello Stato nei ricorsi: ora decide il Consiglio di Stato. Ecco cosa cambia per i cittadini.

Il mondo del diritto amministrativo trema sotto i colpi di una riforma che sradica una tradizione secolare. Con una mossa repentina, il decreto legge Pnrr (dl 19/2026) ha riscritto le regole del ricorso straordinario, un istituto che affonda le sue radici addirittura nelle costituzioni piemontesi del 18° secolo. La novità è dirompente: il Presidente della Repubblica esce di scena. Non sarà più il Capo dello Stato a firmare la decisione finale, ma il Presidente del Consiglio di Stato. Questa non è solo una semplificazione burocratica, ma un cambio di paradigma che trasforma un rimedio storico in qualcosa di profondamente diverso. Il governo giustifica la scelta con la necessità di accelerare le procedure, ma l’impatto sulla natura stessa della tutela del cittadino contro la Pubblica Amministrazione è enorme e solleva interrogativi inquietanti sulla tenuta del sistema di garanzie costituzionali.

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